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Barbara e incivile tradizione uccide oltre 1428 delfini atlantici, massacro senza precedenti  

La seconda più grande risale al 1940 ed è stata di 1.200 globicefali

Nelle isole Faroe, in Danimarca è avvenuto vero e proprio massacro durante la caccia tradizionale chiamata Grindadràp che da secoli si svolge nel Paese

Ogni anno, stando alla Bbc, vengono sgozzate circa 600 balene e 35-40 delfini ma quest’anno il numero degli animali uccisi è stato impressionante.

Sgomento anche della popolazione locale, il presidente dell’Associazione balenieri delle isole, Olavur Sjurdarberg ha ammesso “E’ stato un grande errore” mentre Heri Petersen presidente dell’associazione locale di caccia Grind dichiara che «I delfini sono rimasti sulla spiaggia contorcendosi troppo a lungo prima di essere uccisi». Tradizionalmente il pescato viene condiviso tra i partecipanti e gli abitanti dei villaggi locali, ma stando al quotidiano danese Ekstra Bladet non c’è modo che la gente del posto possa consumare così tanta carne di delfino: «Finirà che la maggior parte dei delfini verrà gettata nella spazzatura o in un buco nel terreno».

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2021/09/15/mattanza-di-delfini-alle-isole-faroe-shock-e-rabbia_d62df731-d981-489d-9441-008c686cfb40.html

 DRONI PER OGNI FINALITA’

I droni, velivoli a pilotaggio remoto, e radiocomandati, grazie al GPS e a sofisticati sensori, sono sempre più diffusi negli ambiti più disparati.

Infatti sono spesso utilizzati:

– per il monitoraggio delle attività della criminalità organizzata, nella ricerca di piantagioni da droga, da parte delle forze di polizia;

– per finalità di monitoraggio ambientale e architettonico in quanto risultano estremamente utili per l’osservazione dall’alto di aree verdi non raggiungibili via terra, o durante le calamità naturali oppure nella verifica delle strutture architettoniche colpite da terremoti o altri disastri e anche per la ricerca dei dispersi, perché possono svettare tra le macerie dei palazzi senza mettere a rischio vigili del fuoco e volontari;

– per il telerilevamento di dati su un determinato territorio e grazie a speciali sensori possono raccogliere informazioni sullo stato delle colture o analizzare gli inquinanti presenti in atmosfera;

– o semplicemente per effettuare riprese video sia a scopo professionale che  amatoriale,  montando su di essi apposite videocamere.

Da ciò discende che un dispositivo installato su un drone può identificare direttamente una persona (ad es. mediante una foto o una ripresa video) oppure, in altre occasioni, l’identificazione  richiede un’ulteriore elaborazione o un arricchimento con dati aggiuntivi acquisiti da Internet. In entrambi i casi, si entra nell’ambito di applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Il Garante privacy – inevitabilmente chiamato in causa – ha dichiarato che nel far volare un drone munito di fotocamera (o videocamera) “per fini ricreativi (*) in un luogo pubblico (parchi, strade, spiagge) è meglio evitare di invadere gli spazi personali e l’intimità delle persone. La diffusione di riprese realizzate con il drone (sul web, sui social media, in chat) può avvenire solo con il consenso dei soggetti ripresi, fatti salvi particolari usi connessi alla libera manifestazione del pensiero, come quelli a fini giornalistici”.

Negli altri casi, ha affermato che “quando è eccessivamente difficile raccogliere il consenso degli interessati, è possibile diffondere le immagini solo se i soggetti ripresi non sono riconoscibili, o perché ripresi da lontano, o perché si sono utilizzati appositi software per oscurare i loro volti”.

Nella sua attività di controllo quindi il Garante della privacy è dovuto intervenire in alcune situazioni di presunta violazione delle relative norme ed  in particolare nei confronti di diversi soggetti pubblici

I droni, quindi, rappresentano strumenti utili sotto vari  aspetti perché offrono un incisivo supporto alle attività di controllo sotto vari profili, ma poiché coinvolgono la sfera privata delle persone, occorre verificare  il corretto trattamento dei dati personali.

Alcune azioni sono auspicabili per rendere compatibile l’uso dei droni (**), come ad es. ridurre al minimo la cattura delle immagini

Sarebbe importante promuovere e applicare la protezione dei dati fin dalla progettazione dei droni, regolando ad es. la risoluzione dell’immagine al minimo necessario e applicando tecniche per l’anonimizzatine delle immagini.

(*)  https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/Utilizzo+di+droni+a+fini+ricreativi+e+privacy_+l%27infografica+del+Garante.pdf/482c901c-acc1-4aeb-9a9a-556376f84156?version=1.5

(**) https://www.riskmanagement360.it/analisti-ed-esperti/i-droni-e-la-protezione-dei-dati-personali/

Il costo della plastica: di questo passo sarà di 7 mila miliardi di dollari nel 2040

Il WWF(World Wildlife Fund ) dichiara che l’inquinamento da plastica avrà nel 2040 un impatto di 7 mila miliardi di dollari sull’economia , pari all’85% della spesa sanitaria mondiale nel solo 2018.

Questo danno ambientale avrà ripercussioni serie sulla società, sull’ambiente, sulle emissioni di gas serra (GHG)  ed infine sull’economia .

Ogni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mediterraneo, l’equivalente di 33.800 bottigliette di plastica gettate in mare ogni minuto.

La produzione di plastica aumenterà del doppio nel 2040  portando tutto questo ad avere il triplo della plastica dispersa ovvero  29 milioni di tonnellate e nel 2050 ne avremo il quadruplo, portando il numero complessivo di plastica dispersa negli oceani a quota  600 milioni di tonnellate. 

Le emissioni di gas serra (GHG) arriveranno a rappresentare fino al 20% dell’intero bilancio globale del carbonio, accelerando ulteriormente la crisi climatica e i suoi effetti devastanti.

In poche parole, il costo globale della plastica sulla società,  sull’ambiente e sull’economia è dieci volte superiore al prezzo di mercato della plastica vergine.

Il WWF chiederà ai governi di avviare la definizione di un Trattato globale legalmente vincolante sull’inquinamento della plastica marina alla Quinta Assemblea per l’Ambiente delle Nazioni Unite che si terrà a febbraio 2022.

Si richiede un Trattato delle Nazioni Unite sull’inquinamento della plastica che  aggreghi governi, aziende e consumatori intorno ad obiettivi chiari di riduzione, raccolta e riciclo, individuando alternative sostenibili per fermare la dispersione di plastica nell’ambiente entro il 2030.

Il Ministero della Salute e i Nas hanno oscurato 95 siti web per la vendita di farmaci online

In un operazione contro il cybercrime farmaceutico i Nas hanno oscurato di 95 siti web. Online era possibile trovare farmaci e medicinali soggetti a obbligo di prescrizione, antivirali e prodotti sottoposti a restrizioni d’uso anche legati alla pandemia da Covid-19, neurolettici, sostanze a effetto dopante e altre impiegate nell’interruzione di gravidanza.

Nel 2021 quindi si è raggiunta la quota di 241 i provvedimenti eseguiti dai Nas e di questi 209 sono correlati all’emergenza COVID-19.

il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ha spiegato

«Ancora una volta vanno invitati i cittadini a diffidare delle offerte in rete di medicinali non autorizzati o di dubbia provenienza, ricordando che la vendita on line di farmaci soggetti a obbligo di prescrizione è assolutamente vietata e che, per quanto concerne l’offerta in vendita dei “medicinali senza obbligo di prescrizione”, è necessario verificare sempre la presenza del previsto logo identificativo nazionale cliccando il quale si viene rimandati alla pagina web del sito internet del Ministero della Salute contenente i dati relativi all’autorizzazione».


Link Utili: https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_2_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=nas&id=2251

Mercato libero in arrivo dal 2023… speriamo in una maggiore trasparenza oltrechè in un maggior risparmio

                Con un emendamento al Decreto milleproroghe la scadenza per il  passaggio dal Mercato Tutelato  al Mercato Libero – con la conseguente liberalizzazione del mercato dell’energia (luce e gas domestici) – è stato prorogato al 2023.

Il mercato tutelato dell’energia comporta che i consumatori accedano all’energia alle condizioni economiche e contrattuali fissate dall’autorità per l’energia  e la “tutela” consiste nel garantire, ai consumatori non aderenti al mercato libero, contratti in cui il prezzo dell’energia è calibrato trimestralmente dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti (ARERA) in base all’oscillazione del valore delle materie prime sul mercato.

Il mercato libero è il risultato di un processo di liberalizzazione del mercato dell’energia e del gas iniziato negli anni ’90 con il decreto Bersani e conclusosi nell’agosto del 2017 con l’approvazione del ddl Concorrenza da parte del Senato. Mercato libero significa che da quando entrerà in vigore, non ci sarà più l’Authority di Stato a controllare i costi dell’energia e il prezzo di mercato sarà determinato dalle società elettriche che offriranno, in concorrenza tra loro, diverse soluzioni contrattuali ai consumatori. Come per il settore della telefonia, anche in questo campo l’utente potrà scegliere la soluzione che ritiene più conveniente per le sue esigenze.

Le differenze tra Libero Mercato e Tutelato riguardano la fornitura e  la commercializzazione delle bollette mentre i costi di rete, del contatore e le imposte rimangono le medesime in entrambi i regimi.

Il Mercato Libero è’ in genere più conveniente rispetto a quello Tutelato perché mettendo in concorrenza i vari operatori, crea necessariamente una competizione che incide beneficamente sul prezzo del servizio attraverso   la proposta delle  offerte più diversificate che permettono  al consumatore di individuare la fornitura luce e gas più in linea con le proprie esigenze.

Ma non vi è solo la possibilità di scegliere la tariffa energetica più adatta alle proprie  abitudini di consumo, in quanto le compagnie di energia aderenti alla liberalizzazione del Mercato prevedono sconti, premi e altri servizi aggiuntivi nelle proprie offerte di fornitura, come ad es. il prezzo bloccato della componente energia per 12 o più mesi o   la possibilità di avere un solo gestore per il gas e per l’energia elettrica (offerte Dual),

Per passare al Mercato Libero è necessario valutare e confrontare le offerte luce e gas disponibili al momento sul mercato e inviare la richiesta di attivazione della nuova fornitura luce e/o gas. La nuova compagnia di energia si occuperà di avvisare il vecchio fornitore del cambio operatore e non sono previste interruzione di corrente elettrica o riscaldamento durante il passaggio dal Servizio Tutelato a quello Libero.

Ma è proprio la fase  della scelta quella più difficile per il consumatore, in quanto spesso le Compagnie pubblicizzano solo il prezzo della componente energia omettendo di indicare  nelle condizioni di contratto e nel materiale promozionale il valore degli oneri di commercializzazione, generalmente denominati Prezzo di Commercializzazione e Vendita (PCV) per l’energia elettrica e Quota Vendita al Dettaglio (QVD) per il gas e che si individuano in  oneri di  sistema, di trasporto e gestione del contatore o di natura fiscale.

Ciò crea non poca confusione, poiché non si è completamente consapevoli del costo complessivo del servizio, considerato che tali oneri – a carico del consumatore – rappresentano una parte essenziale del prezzo della fornitura trattandosi di importi che si aggiungono in fattura e, nel contempo, costituiscono una parte dei ricavi per le imprese e che, proprio per questo sono indotte a non metterli in evidenza .

E proprio su questi aspetti è intervenuta l’Antitrust che – nell’ambito dell’attività di analisi della documentazione contrattuale e promozionale delle offerte commerciali proposte dai principali operatori  del settore – ha riscontrato oneri impropri caricati con nomi diversi, come spese di spedizione della bolletta o pena ,  o oneri nascosti e non dovuti.

E così l’Autorità ha sanzionato alcune imprese (società Argos e Sentra Energia) per violazioni gravi (ingannevolezza, omessa indicazione dei costi di fornitura, applicazione di oneri non dovuti dagli utenti) – ed ha imposto ad altre 11 società (Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo e Audax)   di impegnarsi a garantire maggiore  chiarezza e completezza del prezzo di fornitura dell’energia elettrica e del gas sia nella documentazione contrattuale che nel materiale promozionale, in relazione alle offerte commerciali presenti e future. Ha inoltre ottenuto l’impegno da parte delle medesime società a rimborsare integralmente gli oneri non dovuti e addebitati fin dal 2018, a favore di tutti consumatori, sia attivi sia già cessati.

L’Antitrust continuerà a vigilare per assicurare ai consumatori la  massima trasparenza, in modo tale da consentire di scegliere le migliori condizioni di offerta, in vista del passaggio di tutti gli utenti al mercato libero dal 1° gennaio 2023.

Mercato libero dell’energia, l’Antitrust contesta scarsa trasparenza

IL calcio riprende ma non senza inciampi

Con l’inizio della serie A disponibile esclusivamente su TIMVISION/DAZN si sono verificati numerosi disservizi, migliaia sono state le segnalazioni da parte degli utenti relative a problemi di connessione, nonostante il provvedimento di giugno dell’Agcom di evitare la congestione della rete e di prevenire i disservizi per gli abbonati.
Nel provvedimento si leggeva che gli obbiettivi erano due: «evitare fenomeni di congestione della rete, conseguente ai picchi di traffico, che potrebbero verificarsi in corrispondenza della trasmissione simultanea di uno o più eventi calcistici; prevenire i disservizi per gli abbonati e contrastare il degrado della qualità del servizio di accesso ad Internet per tutti gli utenti».

La risposta di Dazn non si è fatta attendere ed ha dichiarato all’Ansa che “Di questo siamo ovviamente dispiaciuti” e  che “Come in ogni fase di cambiamento, e come già successo anche in passato, l’introduzione di nuove tecnologie di tale portata richiede un momento fisiologico di assestamento, fase necessaria per permettere ulteriori miglioramenti esprimendo in modo compiuto le incredibili potenzialità dello streaming a vantaggio del calcio, dello sport e di tutto il Paese”.
Per l’occasione della seconda giornata DAZN ha pubblicato una guida per risolvere i problemi di streaming

È intervenuta anche l’AGCOM annunciando un azione di monitoraggio e comunica che ad oggi si sono svolti due incontri tecnici con DAZN e tutti gli operatori a cui ne seguiranno altri, dopo la seconda giornata di campionato ma si riserva di “intervenire con appositi provvedimenti, anche di urgenza, ove ve ne fosse la necessità”

DA ALITALIA A ITA … IL PASSO NON E’ STATO BREVE!

Quella di Alitalia – la Compagnia di bandiera – è stata una crisi che è durata 20 anni costellata da tentativi di privatizzazioni, accordi con partners industriali di peso come la Compagnia olandese Klm e Air France.

Tra prestiti di Stato, esuberi di dipendenti, restyling, errori di strategia, ipotesi di nazionalizzazione e l’attentato alle Torri gemelle che ha bloccato i viaggi. Alitalia si è trascinata debiti sempre più importanti e dal 2000 in poi non ha mai chiuso un bilancio in attivo (tranne quello del 2002 grazie alla penale incassata da Klm), fino a  trovarsi in mezzo a una crisi finanziaria senza precedenti.

E così, a marzo 2020 è stato pubblicato il nuovo bando per la manifestazione di interesse per l’acquisto della società ma un altro ostacolo si è presentato inaspettato: la pandemia causata dalla diffusione del  Covid-19. Alitalia ha registrato un crollo dei ricavi pari al 97% tanto da dover necessariamente ricevere  nel dicembre 2020, ulteriori aiuti di Stato  pari a 73 milioni di euro in compensazione dei danni subiti e conseguenti alle restrizioni agli spostamenti finalizzate a contenere il diffondersi del Coronavirus.

Nel segno della discontinuità economica con Alitalia nasce ITA, una nuova identità  con una flotta iniziale di 52 aerei (e 3 miliardi pubblici già stanziati), che servirà 45 destinazioni con 61 rotte che dovrebbero salire  a 74 destinazioni e 89 rotte nel 2025.

Nell’inverno 2021 ITA opererà collegamenti su New York (da Roma e Milano), Tokyo Haneda, Boston e Miami (tutte e tre da Roma), ma già con la stagione Summers 2022 la Compagnia prevede di avviare nuovi voli su San Paolo, Buenos Aires, Washington e Los Angeles.

Per ciò che concerne le principali destinazioni europee – tra cui Parigi, Londra, Amsterdam, Bruxelles, Francoforte, Ginevra – i voli   partiranno da Fiumicino e da Linate.

Ma i nodi del Piano industriale vengono già al pettine:

– i dipendenti necessari a gestire la flotta di 52 aerei sono circa 5.500, cioè la metà degli 11.000 dei dipendenti di Alitalia.  ITA si alzerà in volo con 2.800 dipendenti per arrivare al massimo a 5.750 nel 2025, ciò ha comportato un difficile inizio di gestione delle relazioni sindacali in quanto si prevedono migliaia di esuberi;

– la nuova Compagnia ITA inizierà a volare in autunno, precisamente dal 15 ottobre, una stagione già di per sé depressa rispetto all’estate ed, inoltre ,  l’incognita Covid ha già evidenziato una situazione difficile per il traffico aereo che si attesta ancora su una contrazione pari al 30% rispetto al 2019;

–  ITA – Compagnia aerea di dimensioni troppo grandi per essere piccola e troppo piccola per essere grande –  non ha una nicchia di mercato e le Compagnie low cost cercano di farsi sempre più spazio all’interno dei confini nazionali;

*****Ma cosa accadrà per tutti coloro che hanno acquistato biglietti con Alitalia per volare successivamente al 15 ottobre, considerato che la Compagnia non sarà più attiva in quella data?*****

Fonti del Corriere della Sera riportano che Alitalia avrebbe già venduto 255.000 biglietti per voli posteriori al 15 ottobre e pare sia ancora possibile effettuare prenotazioni.

Per evitare di essere lasciati a terra dopo il 15 ottobre, considerato che i biglietti Alitalia non potranno essere convertiti in biglietti ITA (proprio per la discontinuità economica di cui si parlava) si può, entro il 14 ottobre, sostituire il biglietto  con un altro equivalente dell’altra Compagnia o, in alternativa, ottenere il rimborso completo del costo del biglietto.

A tale scopo,  il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha costituito un fondo di Euro 100.000.000…. per il rimborso nei confronti di chi è già in possesso di una prenotazione; tuttavia, al momento, non si hanno informazioni precise circa la data di attivazione dei ristori né sulle modalità di accesso ai fondi.

Nvidia, antitrust Gb: seri problemi concorrenza su acquisizione Arm

Il Regno Unito si sta battendo, affinchè i chips tecnologici Arm possano essere acquisiti da altre aziende e non solo da Nvidia, che con ciò avrebbe il pieno controllo su di essa e causerebbe il fallimento tecnologico di molte aziende.

A Roma, l’organismo di vigilanza sulla concorrenza del Regno Unito ha raccomandato un controllo sull’acquisto di Nvidia con 40 miliardi di dollari del progettista di chip britannico Arm.

La marca Nvidia si occupa della costruzione dei processori per schede video e la carenza di chip Arm può soffocare l’innovazione di altri mercati, soprattutto quella della telefonia.

 La CMA ha affermato che l’innovazione potrebbe risentirne anche in altre aree, inclusi data center, giochi, “Internet delle cose” e veicoli autonomi e limitando il loro accesso alle tecnologie chiave.

In definitiva, soffocherebbe l’innovazione in una serie di mercati importanti e in crescita.

Il Financial Times ha rivelato a febbraio che Bruxelles e il Regno Unito avrebbero aperto indagini approfondite sull’accordo dopo che i rivali ne avevano chiesto il blocco.

20/Agosto/2021

https://notizie.tiscali.it/economia/articoli/nvidia-antitrust-gb-seri-problemi-concorrenza-acquisizione-arm-00001/

Nuove accuse di monopolio dall’Antitrust Usa

L’ Antitrust Usa vuole mettere fine al “buy or bury” e vuole più omogeneità nel mercato web.  

L’autorità Antitrust statunitense,  accusa il gigante dei social media Facebook di abuso di posizione dominante e di monopolio illegale nel settore.

La Federal Trade Commission (Ftc)  segue la decisione di un giudice federale che nel giugno scorso aveva respinto il primo reclamo: nel mirino ci sono  acquisizioni di Instagram nel 2012 e poi di WhatsApp nel 2014, ritenuta anticoncorrenziale.

A giugno il giudice aveva ritenuto che la documentazione della Federal Trade Commission fosse insufficiente per stabilire che Facebook abbia il monopolio dei social network, controllando il 60% del mercato.

Nella nuova denuncia della Ftc, sembra che il colosso di Mark Zuckerberg stia applicando la strategia del “buy or bury” che vuol dire che la compagnia compra nuove aziende per distruggerle quando le loro app stanno emergendo

Ora la società ha tempo fino al 4 ottobre per replicare alle accuse, con i vertici che per adesso si limitano a definire l’azione della Federal Trade Commission “inutile”. .

articolo del 21/8/2021

https://www.unionesarda.it/economia/facebook-nuove-accuse-di-monopolio-dallantitrust-usa-kup97toc

Frodi informatiche , l’ADOC insieme all’ABI chiedono misure di contrasto più efficaci

L’Associazione bancaria italiana assieme all’ Adoc ed altre 16 associazioni dei consumatori
ha inviato  una lettera all’Autorità garanzie per le comunicazioni, per ottenere  un maggiore coordinamento nel contrasto al fenomeno delle frodi informatiche, in aumento sui canali mobili,  con tecniche sempre più sofisticate ai danni dei cittadini.

Si legge nella lettera dell’ABI e delle associazioni dei consumatori :
“Le esperienze e le buone pratiche rilevate anche in altri Paesi europei mettono in evidenza come alcuni fenomeni di frode possano essere arginati efficacemente introducendo processi e soluzioni tecnologiche applicabili dagli operatori di telecomunicazioni ai diversi servizi offerti alla clientela, lavorando in collaborazione con banche, istituti di pagamento, circuiti“.

ABI e le Associazioni dei Consumatori, hanno già attivato  nel tempo diverse iniziative volte ad incrementare la consapevolezza della clientela sull’utilizzo sicuro dei servizi bancari offerti sui canali digitali e sulla corretta gestione dei dati personali e delle credenziali bancarie, mentre le banche hanno incrementato gli investimenti per la sicurezza dei canali digitali .

Nonostante ciò che per attuare misure efficaci è necessario lavorare su due versanti: quello della sicurezza delle piattaforme bancarie e di pagamento e quello della sicurezza delle comunicazioni via mobile.