COMPRARE ALLA SPINA:

Da un po’ di tempo si sta diffondendo una nuova abitudine nei consumatori che consiste nell’acquisto di alimenti sfusi nella quantità desiderata riponendoli in contenitori portati da casa.

Tale tipo di vendita ben si concilia con le recenti normative finalizzate a promuovere questo tipo di commercio che porta con sé aspetti particolarmente positivi e consistenti in un minor spreco di cibo e nel non utilizzo di imballaggi e confezioni per offrire i prodotti al pubblico (il c.d. packaging).

I prodotti maggiormente venduti con questa pratica commerciale sono i legumi, la frutta secca, i cereali etc… che possono essere acquistati secondo la quantità scelta dal consumatore. Alcuni prodotti però, contenenti sostanze chimiche pericolose come ad es. certi detergenti, dovrebbero essere esclusi dalla vendita sfusa o, per lo meno, prevedere l’obbligo di vendita assistita, che prevede la presenza di un operatore.

Ma, più si diffonde tale metodo di acquisto più si sente l’esigenza di fornire regole per garantire la salute pubblica considerato che alcuni elementi di base nella vendita all’ingrosso, quali ad esempio la data di scadenza del prodotto, le modalità di conservazione o di utilizzo, l’identificazione del lotto di provenienza, non sono contemplati e, tuttavia, sarebbe auspicabile che tali informazioni fossero messe a disposizione del consumatore.

Da una parte il consumatore si deve fare parte attiva ed offrire il suo contributo in termini di adozione di buone pratiche per evitare lo svilupparsi di microorganismi ponendo attenzione a vari aspetti come ad es. all’utilizzo di contenitori adatti a contenere alimenti.

Il Decreto clima 111 del 14 ottobre 2019 all’art. 7 afferma che

“Ciascun esercizio, infine, dovendo garantire l’integrità dei prodotti, potrà vietare l’utilizzo di contenitori autonomamente reperiti dal consumatore se non conformi alla normativa di volta in volta applicabile per ciascuna tipologia di merce o non idonei ad entrare in contatto con gli alimenti. In poche parole, il consumatore può portare i suoi sacchetti da casa a patto che siano dei sacchetti monouso nuovi e adatti al contatto con gli alimenti.”

Allo stesso tempo, si evidenzia ancora una volta la centralità di un’informazione chiara   attraverso i media ed una sensibilizzazione anche già nelle scuole, finalizzata a comportamenti virtuosi da parte dei consumatori per evitare conseguenze negative che potrebbero frenare l’espansione di un pubblico in crescita relativamente a tale pratica commerciale.

In conclusione, tale nuova abitudine di acquisto produce vantaggi di tipo ambientale, economico e sociale e appare in linea con i temi che ci stanno a cuore, quali la tendenza a non sprecare il cibo e a non consumare risorse per confezionare i prodotti e a non produrre rifiuti.

Vi è, un sapore di antico nel comprare sfuso, ma di nuovo c’è la necessità di adottare giusti comportamenti a difesa della nostra salute.

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