Fine della collezione di cavi e cavetti

La diffusione massiccia di tablet, smartphone e personal computer ha portato contestualmente ad una spropositata produzione di apparecchiature a corredo quali, cuffie, altoparlanti portatili, videocamere che, per funzionare necessitano di ricariche specifiche e sempre diverse fra loro.

Il disagio provocato ai consumatori è evidente, in quanto da anni sono schiavi di un numero paradossale di cavi e cavetti ognuno dei quali capace di caricare un  singolo dispositivo.

Tra l’altro, un ulteriore aspetto non trascurabile è la creazione di una quantità indefinita di rifiuti elettronici per i quali non sempre si promuove una raccolta efficiente e di conseguenza non si determina un riciclo dei materiali per diminuire la quantità di materia-prima destinata allo smaltimento.

E proprio per facilitare la vita dei consumatori e, nel contempo, per difendere l’ambiente dai rifiuti elettronici, che sin dal 2009 la Commissione europea si è fatta carico del problema con la sottoscrizione di protocolli di intesa con gli operatori del settore che senz’altro hanno ridotto sensibilmente (da 30 a 3) il numero di soluzioni di ricarica per telefoni cellulari disponibili sul mercato.

Ma tutto ciò non appare ancora sufficiente in considerazione del fatto che solo in Europa nell’anno 2020 sono stati venduti 420 milioni di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici portatili.

Così, la Commissione europea ha presentato una proposta normativa volta ad imporre l’adozione di una ricarica standardizzata: un caricabatteria, quindi, unico per tutti i dispositivi elettronici portatili in modo da abolire tutte le incompatibilità finora esistite.

E ciò, attraverso l’armonizzazione delle porte di ricarica per i dispositivi elettronici al formato standard USB-C, la previsione della vendita separata dei caricabatteria dai dispositivi elettronici in modo che i consumatori possano acquistare ad es. un nuovo cellulare anche senza un nuovo caricabatteria e  la previsione di un’informazione migliore all’atto di acquisto di nuovi dispositivi da parte dei venditori in modo tale che il consumatore possa verificare con facilità se i caricatori di cui è  già in possesso, siano o meno compatibili.

La proposta UE appare incoraggiante al fine di prevenire la produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche e promuovere la raccolta e il riciclo per rendere tutto più eco-sostenibile.

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