DRONI PER OGNI FINALITA’

I droni, velivoli a pilotaggio remoto, e radiocomandati, grazie al GPS e a sofisticati sensori, sono sempre più diffusi negli ambiti più disparati.

Infatti sono spesso utilizzati:

– per il monitoraggio delle attività della criminalità organizzata, nella ricerca di piantagioni da droga, da parte delle forze di polizia;

– per finalità di monitoraggio ambientale e architettonico in quanto risultano estremamente utili per l’osservazione dall’alto di aree verdi non raggiungibili via terra, o durante le calamità naturali oppure nella verifica delle strutture architettoniche colpite da terremoti o altri disastri e anche per la ricerca dei dispersi, perché possono svettare tra le macerie dei palazzi senza mettere a rischio vigili del fuoco e volontari;

– per il telerilevamento di dati su un determinato territorio e grazie a speciali sensori possono raccogliere informazioni sullo stato delle colture o analizzare gli inquinanti presenti in atmosfera;

– o semplicemente per effettuare riprese video sia a scopo professionale che  amatoriale,  montando su di essi apposite videocamere.

Da ciò discende che un dispositivo installato su un drone può identificare direttamente una persona (ad es. mediante una foto o una ripresa video) oppure, in altre occasioni, l’identificazione  richiede un’ulteriore elaborazione o un arricchimento con dati aggiuntivi acquisiti da Internet. In entrambi i casi, si entra nell’ambito di applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Il Garante privacy – inevitabilmente chiamato in causa – ha dichiarato che nel far volare un drone munito di fotocamera (o videocamera) “per fini ricreativi (*) in un luogo pubblico (parchi, strade, spiagge) è meglio evitare di invadere gli spazi personali e l’intimità delle persone. La diffusione di riprese realizzate con il drone (sul web, sui social media, in chat) può avvenire solo con il consenso dei soggetti ripresi, fatti salvi particolari usi connessi alla libera manifestazione del pensiero, come quelli a fini giornalistici”.

Negli altri casi, ha affermato che “quando è eccessivamente difficile raccogliere il consenso degli interessati, è possibile diffondere le immagini solo se i soggetti ripresi non sono riconoscibili, o perché ripresi da lontano, o perché si sono utilizzati appositi software per oscurare i loro volti”.

Nella sua attività di controllo quindi il Garante della privacy è dovuto intervenire in alcune situazioni di presunta violazione delle relative norme ed  in particolare nei confronti di diversi soggetti pubblici

I droni, quindi, rappresentano strumenti utili sotto vari  aspetti perché offrono un incisivo supporto alle attività di controllo sotto vari profili, ma poiché coinvolgono la sfera privata delle persone, occorre verificare  il corretto trattamento dei dati personali.

Alcune azioni sono auspicabili per rendere compatibile l’uso dei droni (**), come ad es. ridurre al minimo la cattura delle immagini

Sarebbe importante promuovere e applicare la protezione dei dati fin dalla progettazione dei droni, regolando ad es. la risoluzione dell’immagine al minimo necessario e applicando tecniche per l’anonimizzatine delle immagini.

(*)  https://www.garanteprivacy.it/documents/10160/0/Utilizzo+di+droni+a+fini+ricreativi+e+privacy_+l%27infografica+del+Garante.pdf/482c901c-acc1-4aeb-9a9a-556376f84156?version=1.5

(**) https://www.riskmanagement360.it/analisti-ed-esperti/i-droni-e-la-protezione-dei-dati-personali/

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